Da Amantea a San Pietro in Amantea
L'escursione è lunga circa 15 km con un dislivello di circa 300 m, percorrendo un terreno asfaltato e sterrato, difficoltà nessuna.
La particolarità di questa escursione è stata quella di percorrere il sentiero al calare del sole, raggiungendo San Pietro in Amantea ormai all'imbrunire, per poi ritornare ad Amantea con la luce della notte.
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I 'camminati' che hanno partecipato sono: Franco, Pierpaolo, Mario, Roberto, Giuliano (io) e Giacomino. L'escursione ha avuto inizio da piazza Cappuccini, alle ore 19,30, un saluto ai conoscenti che ci guardavano un pò increduli ed iniziammo a salire i gradini della scalinata che porta al convento di San Bernardino, lo si oltrepassa e si percorrere l'ex nazionale, facendo attenzione a prendere la vecchia strada che portava a San Pietro, strada ormai interrotta da anni a causa di una frana. Si passa vicino la casetta su cui è posta la lapide che ricorda la firma della resa della città di Amantea alle truppe francesi (anno 1807 in contrada Rota). Siamo già 'sopra' Amantea e godiamo dell'inconfondibile profilo dei ruderi del castello, con la torre di guardia, la palma della chiesa matrice, ed i caratteristici scogli d'Isca incastonati un mare che aspetta il tramonto. Oltrepassiamo la contrada Cannavina, ricordandoci della fontana, ormai chiusa, che la caratterizzava. Incontriamo la prima frana e poi altre ancora. Siamo già a circa 250 metri sul livello del mare, e la luce calda del tramonto fà diventare ancora più gialli i fiori della ginestra e l'aiuta a sprigionare un intenso profumo. Una sosta per ammirare il panorama, e per raccogliere qualche susina (schicciossa) o qualche fico maturo e si riprende a camminare. Si parla come sempre di questa meravigliosa terra, del perchè non riusciamo a condividerla, si parla delle tradizioni che si stanno perdendo.
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Ormai siamo quasi a San Pietro (ore 20,45), lo intravediamo già con le luci delle strade accese, percorriamo la via che porta al centro, ma prima di arrivarvi, c'è il nostro amico Rocco, che sopra un tavolino preso in prestito da un negozietto alimentari, vi ha appoggiato una 'gavita' di sangria, che a colpi di mestolo ci riempie i bicchieri. Brindiamo a Rocco, a San Pietro a noi, accostiamo velocemente degli altri tavoli e delle sedie, ed iniziamo un piccolo 'spuntino' a base di provolone piccante, mortadella tagliata a dadetti, insalata di pomodori con cipolla e peperoncino, capicollo e le favolose olive che saranno lo spunto per l'incontro con 'l'ingegnere'. Arrivano altre persone e conoscenti, il simpatico Periglio che ci offre due litri di vino, il musicista Franco. Lo spuntino si concluderà con la prelibata crostata alla marmellata di mirtilli, preparata da Pierpaolo. Sono ormai le 22,30, siamo un pò indecisi se ritornare dalla strada che porta nel fiume Colongi, o ritornare dalla strada asfaltata che porta ad Amantea, optiamo per ques'ultima.
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La luna ormai è tramontata ci regala un favoloso cielo attraversato da una luminosa via lattea, e le costellazioni dell'orsa maggiora, dello scoprione e del cigno, ci accompagneranno lungo il nostro rientro ad Amantea. Iniziamo ad intraprendere la piccola salita del 'macello' e ci rendiamo conto che non c'è più la fontana dove si abbeveravano i 'ciucci' (come mai è stata distrutta?) ci sediamo sulle panchine poste vicino la croce e ci salutiamo per un prossima escursione. E' circa mezzanotte!
Buon cammino!
Scarica la traccia gps .kml del percorso.