Visualizzazione post con etichetta escursione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta escursione. Mostra tutti i post

domenica 14 luglio 2013

Sulle orme dei Briganti

Percorso a piedi dalla foce del fiume Angitola a Melito di Porto Salvo, percorrendo il Sentiero del Brigante
L'associazione camminando Onlus di Amantea, propone un percorso da percorrere a piedi, dalla foce del fiume Angitola,con attraversamento della zona delle Serre e dell'Aspromonte, passando per: Serra San Bruno, Mogiana, Ferdinandea , transitando per il piano della Limina , fino ad arrivare nel cuore del Parco dell' Aspromonte e e da qui iniziare la discesa per la costa ionica sino a Melito di Porto Salvo, per un totale di 180 km da percorrere in circa  sei giorni.
Il tragitto percorre longitudinalmente la Calabria, chiamata durante il periodo Borbonico, Calabria Ulteriore, toccando le provincie di Vibo Valentia e di Reggio Calabria, affiancando e percorrendo il noto sentiero escursionistico Sentiero Italia, il sentiero del Brigante e il sentiero detto dell'Inglese Edwuar Lear.
Le tappe da percorrere saranno:
Tappa 1 - dalla foce del fiume Angitola a Serra San Bruno
Tappa 2 da Serra San Bruno al passo di Croce Ferrata
Tappa 3 dal passo Croce Ferrata al passo del Mercante
Tappa 4 dal passo del Mercante ai piani di Carmelìa
Tappa 5 dai piani di Carmelìa a Gambarie
Tappa 6 da Gambarie a Melito di Porto Salvo
La camminata avrà inizio il 22 luglio, per un totale di circa 6 giorni.

In questo frame, allego la visualizzazione del percorso.


Negli anni precedenti, l’Associazione Camminando Onlus Amantea, ha realizzato il percorso "Calabria coast to coast" che ha tagliato la Calabria in modo trasversale partendo da Amantea fino ad arrivare h Crotone.
L'associazione Camminando Onlus Amantea, si è costituita nel 2005, ed ha n°12 soci fondatori e fino ad oggi conta 20 iscritti , ed ha come scopo la conoscenza del territorio, la riscoperta delle tradizioni e della storia e delle bellezze naturali della Calabria.
g.g.


venerdì 31 maggio 2013

Escursione a monte Cocuzzo maggio 2013

Escursione a Monte Cocuzzo (1541 msl) 

Lunghezza 15 km, dislivello 600m
 L’escursione a Monte Cocuzzo, anche se più volte ripetuta, riamane sempre una dell’escursioni più panoramiche, perchè offre una vista aerea a 360 gradi! Quando ci si trova sulla cima di Monte Cocuzzo, è possibile vedere: guardando verso il lato mare (ovest), il cono fumante dello Stromboli, l’isola di Panarea, Salina, Vulcano, Lipari e nelle giornate terse il cono dell’Etna, guardando verso nord si vedono la Montea, La Caccia, e continuando verso nord si vedono le cime del monte Pollino, Dolcedorme, mentre ad est la valle del Crati con la vista sulla Sila. Una visuale mozzafiato che permette di scrutare quasi tutta la Calabria. 
All’escursione di oggi 27 maggio 2013 hanno partecipato, Filippo, Giacomino, Franchinella, Marialuisa, Franco. L’escursione ha inizio dalla pineta di Longobardi, costeggiando le altissime conifere, che ci riparano dal sole! Uscendo dalla pineta si intravede la cima di monte Cocuzzo che si staglia nel cielo blu. 

Si inizia la salita, all’interno di un bosco di faggi e ontani, e con un po’ di fatica si giunge all’anticima che consiste in un pianoro costellato da formazioni rocciose, che ospita una sorta di intricato labirinto di rupi formato da dedine di guglie, rupi bizzarre, antri naturali , inghiottitoi. 

Si prosegue a vista verso la cima che in poco tempo la si raggiunge. Sulla cima è presente una croce e una serie di antenne. Dopo una piccola pausa si riprende la marcia, seguendo la stradina (lato nord) che porta al rifugio nominato Casellone, da qui si prosegue su una stradina in terra battuta, fino a ricongiungerci al punto di partenza. Alla prossima Camminando onlus Amantea g.g.

mercoledì 21 novembre 2012

Cascate del Menta - Aspromonte


Escursione alle cascate del Maisano o del Menta.
Questa escursione è stata percorsa nel mese di agosto con i il gruppo dei ‘camminando onlus’.
Si deve raggiungere il Parco dell’Aspromonte e precisamente Gambarie e proseguire per la strada per il monte Montalto, e prendere la direzione ‘diga del Menta’. Prima di raggiungere il punto di partenza, è obbligatorio fermarsi, ad ammirare l’incantevole Costa Viola, da sopra il naturale balcone di sant’Elia di Palmi, e successiva tappa è la visita al ‘ceppo’ di Garibaldi, cioè l’albero dove si è seduto Garibaldi quando è stato ferito.
E’ una bellissima giornata di agosto, ed iniziamo a scendere nel letto del fiume Maesano, più volte ci siamo recati in questo posto ed ogni volta ci sorprende con nuovi scorci e intense sensazioni. Ma questa volta ci aspetta una brutta sorpresa, tutta la valle ha subito un incendio distruggendo il sottobosco ed abbattendo diversi alberi, la rabbia e la voglia di urlare ci assale e restiamo impotenti di fronte a tale scempio.
Durante la discesa verso le cascate incontriamo la signora Rosa, che con qualche difficoltà anche lei ha intrapreso la discesa, le chiediamo se vuole unirsi a noi, così da condividere ‘gioie e dolori’, accetta anche se è titubante, per le proprie capacità fisiche, ma lo è di più, per il marito si è fermato sul sentiero ad aspettarla, dato che non aveva nessuna intenzione di continuare. La Signora Rosa, più volte nel corso delgli anni precedenti, aveva provato a raggiungere le cascate, ma ogni volta aveva dovuto rinunciare, ma questa volta e con il nostro supporto aveva deciso di arrivarci, spinta anche dal motto che le avevamo instillato: “se non ora quando!”.
Raggiungiamo le acque limpide del fiume, cosparso di grossi e tondi massi di granito, diverse trote fario, al nostro arrivo si nascondevano tra i massi ma ci davano il tempo di intravedere la colorazione picchiettata di rosa.

Raggiungiamo le cascate, che si sviluppano su tre salti, e ad ogni salto vi è una vasca straripante di un’acqua color smeraldo. Troviamo un posto dove sederci e i più temerari si fanno un tuffo nelle fresche (gelide) acque (tra cui io).
Questa volta, purtroppo, il pranzo è costituito da un frugale panino e l’immancabile bicchiere di vino che allieta la nostra conversazione e le nostre risate.
La signora Rosa, un po’ preoccupata, si è messa già sulla strada del ritorno, in poco tempo la ritroviamo esausta, seduta sopra un sasso che parlava con degli altri escursionisti che rientravano, ed affidava alla loro cortesia di rassicurare il Signor Luigi (il marito), nel caso lo avessero incontrato.
Con un po’ di fatica raggiungiamo il luogo dove abbiamo lasciato l’auto, e finalmente la signora Rosa trova suo marito, che la guarda con uno sguardo rabbioso, cercò di rabbonirlo, presentandoci e elogiando la nostra pazienza.

L’escursione non è ancora finita, anche perché decidiamo di passare da Montalto per una visita al Cristo Redentore e per ammirare la vista della Sicilia e del grande e sovrastante cono dell’Etna. Ridiscendendo da Montalto decidiamo di visitare il Santuario della Madonna di Polsi. Incontriamo gruppi di pellegrini sciamano lungo le strade tortuose e ripide che conducono al santuario. E’ già iniziata la novena che anticipa il giorno della festa (1 e 2 settembre), si respira un’aria decisamente medievale.
Da Polsi a San Luca attraversiamo ampi e secchi letti di fiumare, risalendo e ridiscendendo ripide montagne, per una strada a dir poco dissestata, siamo nel cuore dell’Aspromonte e ne ammiriamo tutta la sua primitiva forza. Lungo il percorso intravediamo pietra Cappa con la sua gibbosa rotondità (meta di una prossima escursione).
Ritorniamo ad Amantea transitando sulla strada che da Mammola arriva a Rosarno. Rincasiamo un po’ esausti, ma carichi di una giornata trascorsa tra la natura e condivisa per ogni emozione.
Buon cammino da Giuliano.















martedì 6 novembre 2012

Escursione al Monte Barbaro 5 nov 2012

La giornata era una di quelle che volesse quasi metterti alla prova...e noi, nonostante tutto accettammo la sfida. Siamo partiti alle 9n dopo che ognuno si era sistemato come meglio poteva con i propri impegni.Siamo stati in 8 questa volta. Io( Franco), Alessandra, Giusy, Franchinella, Roberto, Pierpaolo; Rocco, Giuliano. Tutti con la stessa voglia e lo stesso scalpitìo nel cuore. Quello di portarci sempre piu in alto ad ammirare il blu più lontano del nostro Mar Tirreno. La salita è stata faticosa ma il breve sostare di volta in volta che effettuavamo ci ricaricava per l'immediata ripartenza..Le isole Eolie, tutte e 7 erano li...quasi a galleggiare dietro quella nebulosa lieve ke affusolava le loro forme diverse ma insostituibili. La nostra vista era appagata da uno spettacolo non eretto da mani umane. I grossi nuvoloni che minacciosamente si avvicinavano..poco ci importavano..e niente avrebbero potuto fare per rovinarci quell irrefrenabile giornata. Giunti sulla cima la vista spaziava in qualunque direzione. 


Le varie tonalità di verde regalavano un vivace gioco di colori. I falchetti su nel cielo immobili sfruttavano maestosamente le veloci correnti di quel gradito libeccio.LA GIORNATA ERA TUTTA NOSTRA...Piu avanti grazie alla caparbietà mia e di Giuliano scopriamo un posto fantastico dove poter banchettare e consumare il nostro tanto e meritato pranzo. Il vino, un ottimo Cirò mise a tacere ogni commento...regalandoci così un prezioso silenzio oltre che ad un meraviglioso e spettacolare prato dinanzi a noi....come uno dei migliori campi da golf della nazione. Ora esausto...sono qui...su questa tastiera a sognare la prossima escursione....LA CALABRIA E' IL REGNO DEGLI DEI...(Francesco Naccarato)
























Itinerario da corsa 1899123 - powered by Runmap 

lunedì 15 ottobre 2012

Monte Barbaro, Fiumefreddo Bruzio


 Risalita del monte Barbaro
Bellissima escursione per il panorama che abbraccia dal golfo di Lamezia Terme fino al golfo di Policastro, con la vista della costa Paolana e ldelle imponenti cime della Montea e della La Caccia. Raggiungendo la cima del monte Barbaro, monte Cocuzzo sovrasta e domina la vallata. Escursione priva di difficoltà, si segue un sentiero sterrato che parte da piano Barbaro, che lo si raggiunge transitando per Fiumefreddo Bruzio paese e dirigendosi verso la Badia di Fonte Laurato (aperta nel mese di Agosto,durante il patrono di Fiume Freddo, vicino la badia c'è la presa dell'acquedotto che arriva ad Amantea). Dalla badia, si continua con la macchina o a piedi, per la strada asfaltata che porta a Piano Barbaro. Lasciare l'auto ed imboccare il sentiero che è chiuso con un rudimentale cancello (richiuderlo, scappano le pecore e i buoi).
La stradina sterrata e ripida comincia ad essere appagante nel godere del paesaggio di Fiumefreddo paese, di Falconara Albanese e della costa. Arrivati all'antecima, si trovano i pascoli per le mucche ed i cavalli e una fresca fontana che immette l'acqua in un abbeveratoio per gli animali. Si prosegue seguendo la strada o il crinale e si giunge a monte Barbaro. Da quì si gode una bellissima vista del Monte Cocuzzo. Si può proseguire seguendo la strada e si giunge sulla cima successiva, fino ad arrivare alla Mano del Gigante. Lungo il percorso si incontrano ancora pascoli ed abbeveratoi per animali.
L'escursione è lunga circa 15 chilometri, evitare di farla nei mesi estivi.
L'escursione è stata fatta più volte, con Nino e con la Belva.
Buon cammino da Giuliano







Itinerario da corsa 170309 - powered by Runmap 

venerdì 12 ottobre 2012

Camminata nelle colline a ridosso di Amantea


Da Amantea a Terrati salendo dal fiume Colongi e ritornando dalla contrada Cannavina.

Camminata con partenza da Amantea, risalendo il fiume di Colongi, passando per la ex sorgiva detta 'du sghicciaturu', passando sotto i secolari platani di San Pietro in Amantea, proseguendo per la strada dei Terrati. Sosta per il pranzo al rifugio della forestale e ritorno da San Pietro, per la vecchia strada (franata) che riporta ad Amantea.
Camminanti: Franco, Roberto, Alessandra e Giacomo.
Chilometri percorsi, 21, con un dislivello di 500 m.















Itinerario da corsa 1874492 - powered by Runmap 

lunedì 8 ottobre 2012

Calabria Coast to Coast - Luglio 2011

Inserisco in questo post, la 'premessa' per l'attraversata a piedi della Calabria, da Amantea a Crotone, che è stata percorsa nel mese di luglio del 2011, insieme ai camminanti Franco, Enzo, Roberto ed io (Giuliano).

160 chilometri in sette giorni, trascorsi ad ascoltare, a respirare, ad annusare, a gioire, ad assaporare la 'calabresità' impregnante all'ombra dei castagni, nei consigli dei miglior sentieri, nella freschezza di una acqua sorgiva, nei ricordi delle civiltà scomparse, nel vino rosso di parenti, nelle descrizioni di altri viaggiatori, nell'incredulità di chi incontravamo.
Ma principalmente, sette giorni trascorsi insieme a condividere ciò che ci accadeva lungo la il 'cammino'.


Calabria Coast to Coast
Una sera ricevo una telefonata di Franco, che mi dice “Giuliano, ho un progetto, un progetto da realizzare, raggiungimi al più presto al salone che ne parliamo, sbrigati, cerca di arrivare in fretta”. La telefonata si interrompe e mi lascai trasportare dall’immaginazione per cercare di capire cosa volesse intendere con la parola “progetto”, ho pensato ad una serata trascorsa sulla torre d’avvistamento di monte Mancuso, oppure alla lettura di poesie al chiaro di luna sopra il monte Santa Lucerna, oppure andare a piedi alla Madonna di Polsi, tutte idee

giovedì 4 ottobre 2012

Gita a Cucuzzo, lunedi' 10 luglio 1826

Questo capitolo, tratto dal racconto "Una spedizione botanica in Calabria" di Michele Tenore, racconta la 'gita' a monte Cocuzzo da parte dell'autore. Nel leggerlo, si ravvivano i ricordi e si ampliano i punti di vista, sulle escursioni fatte per raggiungere la vetta di monte Cocuzzo.
Se il Signor Tenore ci avesse avvisati in tempo saremmo andati volentieri con lui.

Lunedì 10 luglio 1826

Gita al Cucuzzo


Alle 5 della mattina lasciamo Cosenza, e muoviamo alla volta di Mendicino. Non è questa la sola strada, che si può battere per andare al Monte Cucuzzo. Infatti, due altre ce ne sono state proposte, la prima per Carolei, più all’oriente di Mendicino, e l'altra per Cerisano, più all’occidente; ma i conoscitori del luogo sostengono che quella di Mendicino sia la più breve; quando si voglia tornare la sera a Cosenza; laddove andando per altra via bisognerebbe impiegare in questa gita due giorni. Cosenza si lascia, passando il ponte del Busento, e quindi prendendo la valle, dove il letto stesso del fiume replicate volte guadar bisogna, perchè il viottolo dei pedoni non è praticabile a cavallo. Sulle colline la vallata e alberata di viti, fichi ed altri alberi fruttiferi, indi elevandosi verso il monte, di castagni, querce e noci. Bello è l’osservare la giacitura geologica  delle varie masse di rocce, che si presentano lungo la vallata del letto del fiume percorsa. Lasciate le argille. nelle più basse colline cominciano a mostrarsi i scisti argillosi e micacei, i quali diventano sempreppiù compatti nei luoghi ove i fianchi del monte è più addentro scoperti si mostrano. lvi in molti luoghi evidente manifestano il loro senso collo gneis e col granito. Largo pascolo al geologo offrono perciò il letto e le sponde del Busento per le belle e variate specie di rocce di cui può fare ampia collezione ; e tra le quali tutte le combinazioni si trovano del feldspato del quarzo, dell’orniblenda, della mica.

sabato 22 settembre 2012

Risalita del fiume Argentino estate 2012

L'itinerario di questa escursione si svolge all'interno della valle della riserva naturale del fiume Argentino, partendo da Orsomarso e risalendo il letto del fiume fino ad arrivare alla località Povera Mosca. Qui si lascia l'auto e si inizia la risalita del fiume.
La lunghezza dell'escursione è di circa 13 km, con un dislivello di circa 350 metri, di grado facile T (tutti). L'escursione è stata percorsa il 18 luglio 2012.
A questa escursione partecipano i 'camminanti': Mario, Pierpaolo, Roberto,Rocco, io e Franco.
E' una escursione che si svolge la fresca ombra di altissimi lecci, il fragore continuo del fiume ci accompagnerà per tutta la durata dell'escursione.
In più punti si guada il fiume attraversando una serie di ponticelli in legno che renderanno facile .
Come meta si era prefissato di arrivare alle cascate del fiume Argentino, ma ci siamo inerpicati su un sentiero che ci porterà alla località Golfo della Serra. Raggiungiamo comunque un'altra cascata di dimensioni minori che appagherà in parte il desiderio di tutti.
Durante l'escursione riusciamo a vedere e toccare (emette un liquido urticante), un bellissimo anfibio: ululone dal ventre giallo e nero con sfumature azzurre.
L'escursione è sempre accompagnata da un buon panino ripieno di salsiccia, pomodori, formaggio e l'immancabile vino calabrese Asylia ed una superlativa torta di mele preparata da Pierpaolo.
Al ritorno ci fermiamo a visitare il paese ed il campanile di Orsomarso, un paesino incastonato nella vallata.
Buon cammino a tutti i camminanti.
Giuliano

Itinerario da corsa 1848129 - powered by Runmap 

giovedì 20 settembre 2012

Escursione del 17 sett 2012- Amantea-Chiaie-Vadi-Greci- e ritorno


E' l'alba di questa frenetica e fantastica giornata. Ormai mi conosco molto bene e svegliarmi ancora prima del previsto significa che avrò un intera giornata da bruciare...a modo mio. Un'altra escursione da catalogare ed immagazzinare nella mente mia affinchè nel tempo diventi momento di preziosi ricordi in compagnia. 
Oggi si è deciso di andare a Greci a piedi dove x l'occorrenza ho provveduto personalmente a contattare una pizzeria ristorante del posto a farci trovare un buon pranzetto da degustare poi x il nostro arrivo. I partecipanti a quest ennesima escursione siamo in 8 ma x cause diverse...ognuno si programma la propria partenza regolandosi con le proprie resistenze e sopratutto con i propri tempi. Da casa mia partiamo io ( Franco), Roberto e Giacomino. A noi 3 l'impresa piu ardua di affrontare e superare l'irta salita delle Chiaie che ci catapulterà sino alla sommita di Camoli dove poi ci collegheremo alla strasa tortuosa ed anch'essa irta che ci farà raggiungere il borgo dei Vadi. 
Li troviamo altri 3 partecipanti che per questione di meno tempo a disposizione x impegni loro persoonali ci hanno raggiunto x l appunto in quel borgo. Loro sono Rocco, Giusy e Micuzzo. Si riparte in una giornata bellissima ed assolata. Le curve, una dietro l'altra fanno scorrere le nostre risate ed i nostri ragionamenti facendoli diventare una sorta di cultura spalmata su tutta quella faticata che sprigioniamo passo dopo passo. Dopo qualke km alle nostre spalle spunta silenziosamente e fluidamente Franco che come previsto ci raggiunge in bicicletta. E' Stato di parola. Prima di mezzogiorno ci avrebbe raggiunto x il pranzo in localita Greci. La stanchezza inizia a farsi sentire e uno dopo l'altro si inizia a chiedere quanto manca all'arrivo.
Finalmente Greci. Individuiamo il ristorante e subito chiediamo di pranzare. Il tempo stringe e per il ritorno cè ne occorre molto di piu.Dopo un ricco pranzo fatto da antipasto, 2 primi e 2 secondi con altrettanti contorni, frutta e dolce..fatichiamo ad alzarci ed a mettere in moto le nostre gambe. Ma con energica volontà..ci risincammina verso il ritorno. Dopo poki km alcuni rinunciano all'intera attraversata...e per il tratto finale rimaniamo io, Roberto, Mario e Giusy. Decidiamo di non scendere piu dalle Chiaie ma di inerpicarci ancora una volta verso Camoli superiore x poi scendere dalla strada asfaltata che ci regala un superbo panorama. Gli scogli di Isca sono là, sotto di noi...imponenti a punteggiare quel mare azzurro che vuol sembrare un cielo capovolto.A deliziare la nostra distensiva ma non troppo discesa...alcuni fichi che si invitano da soli ad essere gustati. Dell'ottima uva nera e un po piu rara quella bianca. 

Esausti ci ritroviamo sui tornanti finali di un estenuante discesa fatta di vedute rare e bellissime, di sospiri e sguardi galoppanti...Di accarezzamenti verso un orizzonte a volte quasi troppo vicino. La stanchezza prevale su ognuno di noi...ma silenziosamente, questo credo, che in ognuno di noi oggi...si è provato un esperienza unica e ricca di vitalità, I nostri passi ci hanno regalato un motivo in piu x ricominciare un altra escursione con la stessa voglia...con la stessa grinta della partenza di quest' alba. Poichè in ognuno di noi, come istinto primordiale abbiamo nel nostro cuore, nella nostra anima questo strano, invisibile legame con nostra madre terra ke ci coinvolge anche e persino in una pur semplice e sola passeggiata con la gente giusta. 

A chi ama camminare...ed a chi è capace di liberare la mente nella vastità di una prateria o nel fascino di un bosco dedico ogni escursione ed ogni goccia della mia anima....proprio nel momento della sua completa liquefazione...e questo accade lassu...Lassu sulle montagne, dove si toccano le cime, dove mi ritrovo non so dove, in un viaggio verso un luogo dove il mio cuore e la mia mente si perdono in un vagabondare senza fine. 
Redatto da: Naccarato Francesco-Presidente Associazione CAMMINANDO ONLUS AMANTEA




Traccia gps kml del percorso

Itinerario da corsa 1842158 - powered by Runmap 
Slideshow

mercoledì 19 settembre 2012

L'antica via da Cosenza ad Amantea


Oggi abbiamo percorso l'antica via che da Cosenza scendeva ad Amantea. Abbiamo fatto il tratto da Greci al mare attraversando il Camolo.
Emozioni forti mo hanno fatto compagnia.
Riporto uno dei capitoli del mio nuovo libro: LA FINE DI UN SOGNO; Luigi Baffa storia di un italiano.
Il viaggio viene compiuto nel 1786 da Amantea a Cosenza sulla stessa strada.

" Partirono alle prime luci del mattino uscendo dalla porta di Catocastro e, dopo aver attraversato il fiume, salirono per il Camolo raggiungendo, dopo circa un paio di ore, il casale di Vadi posto sul crinale della collina. Avevano scelto questa strada perché li portava lontano dalle acque malsane del “Laghiciello” che, invece, avrebbero incontrato salendo dal casale di San Pietro costeggiando il crinale della montagna per giungere a Terrati.
 Il lago anche in ottobre, dopo una stagione di caldo torrido, rappresentava un pericolo per i fumi maleodoranti che da esso si alzavano. La strada che stavano percorrendo evitava invece questo incontro e consentiva anche di accorciare il cammino. Non vi era necessità di passare da Aiello e poi dai casali di Grimaldi e Rogliano ed era inutile correre il pericolo di qualche malattia che dal lago arrivava; il loro carico era destinato a Cosenza.

martedì 18 settembre 2012

Da Amantea al Tuvolo passando per Santa Elia

Camminando da Amantea al Tuvolo, passando dalla Tonnara, dalla Chiesa di S. Elia 

Vi propongo un percorso che abbiamo "camminato" diverse volte, con diversi camminanti e nelle diverse stagioni.

Il percorso inizia  partendo d'Amantea (piazza Cappuccini) si arriva alla Tonnara percorrendo la Strada Nuova (ex Nazionale), prima di passare sotto il cavalcavia della SS18 (siamo quasi arrivati alla località Tonnara), si svolta a sinistra (strada in salita) e poi ancora a sinistra, strada sterrata, fino ad arrivare sulla strada asfaltata che proviene (da sud) dal Torrione di Coreca, la si attraversa e si continua a salire su una stradina sterrata. La stradina termina vicino una casa, ma prendendo come riferimento i ripetirori della Rai, ci si ricongiunge alla strada asfaltata che porta alla parte più alta del Tuvolo (direzione Cannatiello). Dal punta estrema (sud) della collina del Tuvolo si gode una ampia vista sul golfo di Lamezia Terme, guardando verso il mare si vede la scogliera di Coreca e la Formichella, il cono fumante dello Stromboli, le isole Eolie e se le condizione climatiche lo permettono si vede anche la cima dell'Etna, guardando verso l'entroterra si riconosce la cima di Monte Mancuso, Monte Reventino, la valle del Savuto, il profilo di Serra d'Aiello e alle sue spalle Monte Faeto.
Si prosegue prendendo il rettilinio che conduce alla Chiesa di Santa Elia, lungo il tragitto s'incontrerà l'ex campetto da calcio e l'acquedotto (che sembra una costruzione futuribile).
 Arrivando alla chiesetta di Sant'Elia, si prende la prima strada a destra che ridiscendere verso Amantea chiudendo così l'anello percorrendo il vallone del fiume Colongi.
Il percorso non presenta difficoltà, un passo tira l'altro ed alla fine si è contenti di mangiare la frutta (mandorle, fichi, susine, fichi d'india, corbezzoli ecc.) che si trovano lungo il cammino.


Scarica la traccia .kml per il tragitto.



Buon camino da Giuliano

Itinerario da corsa 1842595 - powered by Runmap 

sabato 15 settembre 2012

Escursione al tramonto. San Pietro in Amantea

Da Amantea a San Pietro in Amantea
L'escursione è lunga circa 15 km con un dislivello di circa 300 m, percorrendo un terreno asfaltato e sterrato, difficoltà nessuna.
La particolarità di questa escursione è stata quella di percorrere il sentiero al calare del sole, raggiungendo San Pietro in Amantea ormai all'imbrunire, per poi ritornare ad Amantea con la luce della notte.
I 'camminati' che hanno partecipato sono: Franco, Pierpaolo, Mario, Roberto, Giuliano (io) e Giacomino. L'escursione ha avuto inizio da piazza Cappuccini, alle ore 19,30, un saluto ai conoscenti che ci guardavano un pò increduli ed  iniziammo a salire i gradini della scalinata che porta al convento di San Bernardino, lo si oltrepassa e si  percorrere l'ex nazionale, facendo attenzione a prendere la vecchia strada che portava a San Pietro, strada ormai interrotta da anni a causa di una frana. Si passa vicino la casetta su cui è posta la lapide che ricorda la firma della resa della città di Amantea alle truppe francesi (anno 1807 in contrada Rota). Siamo già 'sopra' Amantea e godiamo dell'inconfondibile profilo dei ruderi del castello, con la torre di guardia, la palma della chiesa matrice, ed i caratteristici scogli d'Isca incastonati un mare che aspetta il tramonto. Oltrepassiamo la contrada Cannavina, ricordandoci della fontana, ormai chiusa, che la caratterizzava. Incontriamo la prima frana e poi altre ancora. Siamo già a circa 250 metri sul livello del mare, e la luce calda del tramonto fà diventare ancora più gialli i fiori della ginestra e l'aiuta a sprigionare un intenso profumo. Una sosta per ammirare il panorama, e per raccogliere qualche susina (schicciossa) o qualche fico maturo e si riprende a camminare. Si parla come sempre di questa meravigliosa terra, del perchè non riusciamo a condividerla, si parla delle tradizioni che si stanno perdendo.
Ormai siamo quasi a San Pietro (ore 20,45), lo intravediamo già con le luci delle strade accese, percorriamo la via che porta al centro, ma prima di arrivarvi, c'è il nostro amico Rocco, che sopra un tavolino preso in prestito da un negozietto alimentari, vi ha appoggiato una 'gavita' di sangria, che a colpi di mestolo ci riempie i bicchieri. Brindiamo a Rocco, a San Pietro a noi, accostiamo velocemente degli altri tavoli e delle sedie, ed iniziamo un piccolo 'spuntino' a base di provolone piccante, mortadella tagliata a dadetti, insalata di pomodori con cipolla e peperoncino, capicollo e le favolose olive che saranno lo spunto per l'incontro con 'l'ingegnere'. Arrivano altre persone e conoscenti, il simpatico Periglio che ci offre due litri di vino, il musicista Franco. Lo spuntino si concluderà con la prelibata crostata alla marmellata di mirtilli, preparata da Pierpaolo. Sono ormai le 22,30, siamo un pò indecisi se ritornare dalla strada che porta nel fiume Colongi, o ritornare dalla strada asfaltata che porta ad Amantea, optiamo per ques'ultima.
La luna ormai è tramontata ci regala un favoloso cielo attraversato da una luminosa via lattea, e le costellazioni dell'orsa maggiora, dello scoprione e del cigno, ci accompagneranno lungo il nostro rientro ad  Amantea. Iniziamo ad intraprendere la piccola salita del 'macello' e ci rendiamo conto che non c'è più la fontana dove si abbeveravano i 'ciucci' (come mai è stata distrutta?) ci sediamo sulle panchine poste vicino la croce e ci salutiamo per un prossima escursione. E' circa mezzanotte!
Buon cammino!

Scarica la traccia gps .kml del percorso.

Itinerario da corsa 1838149 - powered by Runmap